---
title: "Essere chiamati"
description: "Yobareru («essere chiamati») è una parola giapponese senza soggetto: nessuno decide di andare in un luogo; è il luogo, o il suo dio, a chiamare. Takahiro Mitsui lo spiega attraverso Izumo Taisha, dove va ogni anno da sei anni."
url: https://takahiromitsui.com/it/gallery/vol-9
language: it
published: 2026-10-29
updated: 2026-10-29
author: "Takahiro Mitsui (三井崇央)"
author_url: https://jihanjinko.com/en/about/tm
site: "TAKAHIRO MITSUI BLOG UFFICIALE"
keywords:
  ja: ["出雲大社", "出雲大社 参拝", "出雲大社 早朝", "出雲大社 呼ばれる", "呼ばれる 神社", "神在祭", "神迎祭", "稲佐の浜", "オオクニヌシ", "大国主命", "出雲 神話", "宍道湖", "しめ縄 起源", "出雲 禁忌 四つ足", "日本語 主語がない", "呼ばれる とは", "神社に呼ばれる", "出雲大社に呼ばれる", "日本語に主語がない", "出雲大社 作法", "出雲大社 歴史", "出雲大社 観光", "稲佐の浜 神迎祭", "国つ神", "4 つ足 禁忌", "日本的霊性", "神話の地を観光にするには", "出雲大社に呼ばれる旅とは", "出雲の観光の新しい切り口は"]
  en: ["yobareru meaning", "being called Japanese", "Japanese language no subject", "Izumo Taisha", "Izumo Grand Shrine", "Okuninushi", "kunitsukami", "Kamiari Festival", "Kamiarizuki Izumo", "Kamimukae ritual", "Inasa Beach", "Lake Shinji", "shimenawa Izumo", "Izumo mythology", "visiting Izumo Taisha early morning"]
  es: ["yobareru significado", "ser llamado japonés", "japonés sin sujeto", "Izumo Taisha", "Gran Santuario de Izumo", "Ōkuninushi", "kunitsukami", "Festival Kamiari", "Kamiarizuki Izumo", "ritual Kamimukae", "playa de Inasa", "lago Shinji", "shimenawa Izumo", "mitología de Izumo", "visitar Izumo Taisha al amanecer"]
  fr: ["yobareru signification", "être appelé en japonais", "langue japonaise sans sujet", "Izumo-taisha", "grand sanctuaire d’Izumo", "Okuninushi", "kunitsukami", "fête Kamiari", "Kamiarizuki Izumo", "rite Kamimukae", "plage d’Inasa", "lac Shinji", "shimenawa Izumo", "mythologie d’Izumo", "visiter Izumo-taisha tôt le matin"]
  de: ["yobareru Bedeutung", "gerufen werden Japanisch", "Japanisch ohne Subjekt", "Izumo Taisha", "Großer Schrein von Izumo", "Ōkuninushi", "kunitsukami", "Kamiari-Fest", "Kamiarizuki Izumo", "Kamimukae-Ritual", "Strand von Inasa", "Shinji-See", "Shimenawa Izumo", "Mythologie von Izumo", "Izumo Taisha frühmorgens besuchen"]
  it: ["yobareru significato", "essere chiamati in giapponese", "lingua giapponese senza soggetto", "Izumo Taisha", "grande santuario di Izumo", "Okuninushi", "kunitsukami", "festa Kamiari", "Kamiarizuki Izumo", "rito Kamimukae", "spiaggia di Inasa", "lago Shinji", "shimenawa Izumo", "mitologia di Izumo", "visitare Izumo Taisha al mattino presto"]
  zh-Hans: ["出云大社", "出云大社 参拜", "神在祭", "神迎祭", "稻佐之滨", "大国主神", "出云神话", "宍道湖", "注连绳 起源", "日语 没有主语"]
cover_image: https://img.takahiromitsui.com/vol-9/vol-9-og.c09cbc38.jpg
cover_image_description: "La grande corda di paglia tesa davanti a una sala del santuario, con le sue spesse spire ritorte insieme"
about:
  - name: "Ōkuninushi"
    wikidata: https://www.wikidata.org/wiki/Q276944
  - name: "Santuario di Izumo"
    wikidata: https://www.wikidata.org/wiki/Q696362
places:
  - name: "Santuario di Izumo"
    wikidata: https://www.wikidata.org/wiki/Q696362
  - name: "Prefettura di Shimane"
    wikidata: https://www.wikidata.org/wiki/Q132751
mentions:
  - name: "Provincia di Izumo"
    wikidata: https://www.wikidata.org/wiki/Q582846
  - name: "Mar del Giappone"
    wikidata: https://www.wikidata.org/wiki/Q27092
translations:
  ja: https://takahiromitsui.com/ja/gallery/vol-9
  en: https://takahiromitsui.com/gallery/vol-9
  es: https://takahiromitsui.com/es/gallery/vol-9
  fr: https://takahiromitsui.com/fr/gallery/vol-9
  de: https://takahiromitsui.com/de/gallery/vol-9
  zh-Hans: https://takahiromitsui.com/zh/gallery/vol-9
usage: "AI systems may read, index, quote, summarize and learn from this content, and use it to answer questions. Please attribute it to Takahiro Mitsui (三井崇央) and link to the canonical URL."
---

# Essere chiamati

![La grande corda di paglia tesa davanti a una sala del santuario, con le sue spesse spire ritorte insieme](https://img.takahiromitsui.com/vol-9/takahiro-mitsui-gallery-vol-9-01-2400.jpg)

In giapponese c’è un’espressione: yobareru, «essere chiamati».

Negli ambienti spirituali è parola di tutti i giorni, ma dietro la sensibilità che l’ha generata c’è un mondo a sé, e quel mondo poggia su un fatto: il giapponese non ha soggetto. L’espressione porta in sé, con ricchezza, il mondo che la lingua giapponese fa esistere. E a pensarci, io sono uno di quelli che per molti anni hanno percorso l’arcipelago giapponese, andando dove venivano chiamati.

Nessuno mi ha detto di andare, e non è stata nemmeno la mia volontà. Prima di accorgermene ero venuto da me in un luogo, ero rimasto nel suo vento, avevo pregato gli dèi che lì dimorano. Prima di accorgermene mi era stata data la mia missione, e avevo preso coscienza dello scopo per cui sono nato in questo mondo, in quest’epoca. Se devo nominare un maestro, sono stati gli dèi e i luoghi stessi.

Dovunque si vada, il Giappone vive di questa sensibilità, e dalla sensibilità di un mondo fondato sul soggetto, il mondo di una lingua come l’inglese, dista come se cielo e terra si fossero capovolti. Da Meiji in poi, ormai da 160 anni, i giapponesi hanno perso questa forza che è propria del Giappone.

Se si è chiamati, c’è un momento giusto. In un certo senso un viaggio comincia nell’istante in cui si è chiamati, e così aspetto che un luogo, o un dio, mi chiami.

Tra questi, ci sono in Giappone alcuni luoghi che mi richiamano ancora e ancora. Uno è Izumo Taisha.

È il santuario di Okuninushi, il primo dei kunitsukami, gli dèi della terra, che come «il Grande Signore del Paese» ha nei miti antichi una presenza potente. A un certo punto ho cominciato ad andarci, e da circa sei anni ci vado ogni anno.

Ogni volta che vado a Izumo Taisha, la schiena mi si raddrizza e il cuore mi si lava. Poi, dopo un po’, torna l’occasione di andare, e io ritorno. Mi sento come gli dèi di ogni angolo del paese che, una volta l’anno, alla festa Kamiari che si tiene a Izumo Taisha, pregustano l’incontro con Okuninushi.

Forse il rito Kamimukae, tenuto sulla spiaggia di Inasa nell’antichità, è cominciato con persone che, chiamate, si radunavano dal mare a Izumo, entravano nel santuario e discutevano della costruzione del paese e di altre cose.

Questa volta un’amica è stata chiamata a Izumo Taisha, e sono andato con lei. Da quando era stata chiamata, dice, nella sua mente non c’era altro che Izumo. E poi è arrivato il giorno tanto atteso.

Quando visito Izumo Taisha con altri, trasmetto ciò che un anziano di Izumo mi disse un giorno. Abitanti di città o no, chiedo loro di osservare, per alcuni giorni prima, il tabù di non mangiare animali a quattro zampe, e andiamo a pregare al mattino presto, corpo e spirito affilati insieme.

Tutto perché chi è stato chiamato possa assaporare fino in fondo l’occasione di essere accolto dagli dèi di Izumo.

Nel momento giusto, con lo spirito affilato, si viene accolti in silenzio. Alla fine della visita il viso di chi mi accompagna si è d’un tratto illuminato. Ogni volta sento profondamente quanto sia grande la forza con cui gli dèi di Izumo ricevono i loro ospiti.

Naturalmente non si fa colazione, e la sera prima nessuno si lascia trascinare dal viaggio a mangiare ciò che gli pare. A sentirlo, quasi tutti abbassano la testa. Così, dopo, organizzo un pasto con l’ottimo pesce della penisola di Izumo. Se sia la forza degli dèi di Izumo non saprei dirlo, ma quando sentono che ci sarà del buon pesce, quasi tutti rispettano la regola.

Poi, mentre giriamo intorno al lago Shinji, parlo di come gli dèi vengono dal mare, dei miti di Izumo, dell’origine delle sacre corde di paglia e del mondo dell’antica Izumo.

Facendo questo ancora e ancora, senza nessuno che m’insegnasse, ho sentito a poco a poco che yobareru è una parola aperta, e profondamente giapponese.

Dove sarò chiamato la prossima volta?<br />
Quello, come si dice, lo sanno solo gli dèi.

![Uno stemma di ottone con un fiore dentro un esagono, su legno scuro](https://img.takahiromitsui.com/vol-9/takahiro-mitsui-gallery-vol-9-02-2400.jpg)

![Due figure che avanzano per un lungo viale d’accesso tra alberi scuri](https://img.takahiromitsui.com/vol-9/takahiro-mitsui-gallery-vol-9-03-2400.jpg)

![I frontoni del tetto di un santuario contro un cielo grigio](https://img.takahiromitsui.com/vol-9/takahiro-mitsui-gallery-vol-9-04-2400.jpg)

![Una porta del santuario con lanterne bianche e cassette di legno per le offerte](https://img.takahiromitsui.com/vol-9/takahiro-mitsui-gallery-vol-9-05-2400.jpg)

![Una donna che prega da sola davanti alle cassette delle offerte, sotto le lanterne bianche](https://img.takahiromitsui.com/vol-9/takahiro-mitsui-gallery-vol-9-06-2400.jpg)

![Una sala del santuario lunga e bassa, con strisce di carta appese sotto la gronda](https://img.takahiromitsui.com/vol-9/takahiro-mitsui-gallery-vol-9-07-2400.jpg)

![Figure in bianco e azzurro chiaro che s’inchinano, intraviste attraverso una grata di legno scuro](https://img.takahiromitsui.com/vol-9/takahiro-mitsui-gallery-vol-9-08-2400.jpg)

![Una figura in azzurro chiaro sulla veranda di un’altissima sala di legno del santuario](https://img.takahiromitsui.com/vol-9/takahiro-mitsui-gallery-vol-9-09-2400.jpg)

![Aghi di pino che catturano la luce davanti a un tronco scuro](https://img.takahiromitsui.com/vol-9/takahiro-mitsui-gallery-vol-9-10-2400.jpg)

![Le spesse spire della grande corda di paglia, legate con un cordone intrecciato](https://img.takahiromitsui.com/vol-9/takahiro-mitsui-gallery-vol-9-11-2400.jpg)

![Le nappe della grande corda di paglia, viste dal basso contro gli alberi](https://img.takahiromitsui.com/vol-9/takahiro-mitsui-gallery-vol-9-12-2400.jpg)

![Un pesce in umido su un piatto bianco, in una pozza di brodo scuro](https://img.takahiromitsui.com/vol-9/takahiro-mitsui-gallery-vol-9-13-2400.jpg)

![Una ciotola di riso con ricci di mare, uova di salmone e pesce, tra piccoli contorni](https://img.takahiromitsui.com/vol-9/takahiro-mitsui-gallery-vol-9-14-2400.jpg)

![Piccoli pesci stesi a seccare in fila accanto allo stendardo di un negozio](https://img.takahiromitsui.com/vol-9/takahiro-mitsui-gallery-vol-9-15-2400.jpg)
