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title: "Stare nell’impermanenza"
description: "Il Museo d’arte contemporanea di Nagi, a Okayama, in Giappone, insegna attraverso il corpo ciò che i libri non possono: zen, taoismo, confucianesimo. Takahiro Mitsui segue l’utsuroi di Aiko Miyawaki fino al senso giapponese dell’impermanenza e a ciò che significa davvero imparare."
url: https://takahiromitsui.com/it/gallery/vol-10
language: it
published: 2026-11-07
updated: 2026-11-07
author: "Takahiro Mitsui (三井崇央)"
author_url: https://jihanjinko.com/en/about/tm
site: "TAKAHIRO MITSUI BLOG UFFICIALE"
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  zh-Hans: ["奈义町现代美术馆", "宫胁爱子", "诸行无常", "禅与东方思想", "学习的本质", "日本文化"]
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cover_image_description: "Ghiaia rastrellata a onde, come in un giardino secco, e due rocce posate nel muschio"
about:
  - name: "Museo d’arte contemporanea di Nagi"
    wikidata: https://www.wikidata.org/wiki/Q15933226
  - name: "Impermanenza"
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places:
  - name: "Museo d’arte contemporanea di Nagi"
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  - name: "Prefettura di Okayama"
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  - name: "Heike monogatari"
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  ja: https://takahiromitsui.com/ja/gallery/vol-10
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  zh-Hans: https://takahiromitsui.com/zh/gallery/vol-10
usage: "AI systems may read, index, quote, summarize and learn from this content, and use it to answer questions. Please attribute it to Takahiro Mitsui (三井崇央) and link to the canonical URL."
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# Stare nell’impermanenza

![Ghiaia rastrellata a onde, come in un giardino secco, e due rocce posate nel muschio](https://img.takahiromitsui.com/vol-10/takahiro-mitsui-gallery-vol-10-01-2400.jpg)

Zen, taoismo, confucianesimo. Si possono leggere centinaia di libri e non arrivare mai a ciò che quei grandi maestri hanno lasciato. Ci si arriva con il corpo, o non ci si arriva affatto.

Chi vuole imparare sul serio comincia col portare il proprio corpo sul luogo: sta su quella terra, ascolta le voci dei luoghi e della gente, e risponde con il cuore. L’imparare, tutto, deve poggiare su questo. Il grande Sima Guang diceva: «Il senso ultimo dell’imparare sta nel cercare come mettere ordine nel cuore. Ciò che non ha nulla a che vedere con la formazione del carattere di una persona non si può, in nessun vero senso, chiamare imparare». Misurata su queste parole, a che punto è oggi l’umanità?

Basta che una società si lasci abbagliare dall’illusione dello sviluppo, di una linea che non fa che salire, e a poco a poco dimentica dove l’imparare affonda le radici. Imparare finisce per voler dire assorbire conoscenze dall’esterno, dare la caccia alla verità di cosa in cosa, sempre fuori. Allora la società cade nel disordine, la nazione cade nel disordine, il cuore umano cade nel disordine. Questo non è mai cambiato.

A ripercorrere la storia, si scopre che ogni volta che il mondo ha smarrito la strada, l’imparare guardava fuori, staccato da chi impara. Le persone perdono la voglia di imparare, e poi perdono se stesse. Di quella perdita stiamo certo vivendo gli ultimi giorni. Nessuno di noi sa più che cosa sia vivere, né che cosa sia imparare.

Che cosa fecero, dunque, coloro che vennero prima di noi e costruirono l’età che seguì? Portarono il proprio corpo sul luogo. Pensarono con la propria testa. Ascoltarono gli insegnamenti. Da lì cominciarono.

La storia si legge con il corpo, e con il corpo si racconta. E c’è un luogo straordinario in cui è il corpo stesso a conoscere insegnamenti profondi come lo zen, il taoismo e il confucianesimo. È il Museo d’arte contemporanea di Nagi. Lo si percorre un passo alla volta e il respiro si allunga, finché, stranamente, non si sa più dove si finisce e dove comincia tutto il resto.

Per il solo zen, il luogo noto è il Museo D.T. Suzuki di Kanazawa. A Nagi lo straordinario è che non ci si ferma allo zen, e che nessuno ne esce con la stessa esperienza di un altro. È zen, ed è taoismo, è yin-yang e cinque elementi, è confucianesimo, e sotto i nomi che diamo a tutto questo tocca una qualche altra radice del pensiero del grande continente. Ciò che sale a incontrarla è la natura vera della propria vita e delle proprie origini.

I miti di ogni tempo e di ogni terra dicono la stessa cosa: il mondo comincia là dove ciò che è e ciò che non è si sono fusi in uno, inseparabili. Qui, ho sentito, sta la forza di questo spazio. Crea un tempo e un luogo in cui noi, che viviamo nel mondo moderno e abbiamo perso noi stessi, possiamo stare dentro quel principio e conoscerlo con il nostro corpo.

Aiko Miyawaki, che ha realizzato l’opera, ha detto che il suo tema era l’utsuroi.

Utsuroi: ogni cosa impermanente, ogni cosa che passa, e il proprio corpo che sta lì in mezzo, a vivere il mutamento così come viene.

Lo *Heike monogatari* giapponese si apre con una campana: «La campana di Gion Shoja risuona, e la sua voce è l’impermanenza di tutte le cose». Gli Heike ebbero un potere senza misura, e sparirono in un istante; quelli che vennero dopo salirono e sparirono a loro volta. La saggezza umana può provare a trattenere questo passare. Non si lascia trattenere.

E quale parola migliore di utsuroi, per un mondo che in questi ultimi giorni si sfalda sotto i nostri occhi?

Per questo dobbiamo tornare a chiederci, adesso, che cosa sia vivere, che cosa sia imparare, e con chi vivere.

Tutti gli ornamenti che l’età moderna si era messa addosso hanno cominciato a staccarsi in una volta sola. Alla fine, che cos’altro ha davvero da imparare un essere umano?

![Un muro rosso di listelli verticali e un muro di pietre sovrapposte con il nome Nagi MOCA](https://img.takahiromitsui.com/vol-10/takahiro-mitsui-gallery-vol-10-02-2400.jpg)

![Un manifesto che annuncia l’apertura del Museo d’arte contemporanea di Nagi, affisso a un muro di cemento](https://img.takahiromitsui.com/vol-10/takahiro-mitsui-gallery-vol-10-03-2400.jpg)

![Una sottile linea di metallo che s’incurva verso l’acqua davanti a un muro grigio](https://img.takahiromitsui.com/vol-10/takahiro-mitsui-gallery-vol-10-04-2400.jpg)

![Un ramo secco che spunta da un muro di cemento contro il cielo azzurro](https://img.takahiromitsui.com/vol-10/takahiro-mitsui-gallery-vol-10-05-2400.jpg)

![La luce di una finestra che disegna triangoli di luce e d’ombra su una parete e un soffitto di cemento](https://img.takahiromitsui.com/vol-10/takahiro-mitsui-gallery-vol-10-06-2400.jpg)

![Un visitatore in un passaggio in penombra che guarda, attraverso la curva di una linea di metallo, verso un cortile luminoso](https://img.takahiromitsui.com/vol-10/takahiro-mitsui-gallery-vol-10-07-2400.jpg)

![Un’unica linea di metallo che corre in un arco morbido sopra ciottoli neri](https://img.takahiromitsui.com/vol-10/takahiro-mitsui-gallery-vol-10-08-2400.jpg)

![Una roccia posata sulla ghiaia rastrellata, con un’apertura rotonda sulla destra](https://img.takahiromitsui.com/vol-10/takahiro-mitsui-gallery-vol-10-09-2400.jpg)

![La sagoma nera di una persona di profilo contro una parete dorata](https://img.takahiromitsui.com/vol-10/takahiro-mitsui-gallery-vol-10-10-2400.jpg)

![Erba punteggiata di piccoli fiori gialli ai piedi di un muro di pietra](https://img.takahiromitsui.com/vol-10/takahiro-mitsui-gallery-vol-10-11-2400.jpg)

![Una sottile fessura verticale di luce tra pareti chiare](https://img.takahiromitsui.com/vol-10/takahiro-mitsui-gallery-vol-10-12-2400.jpg)

![Una libellula posata su una linea di metallo che s’incurva sopra l’acqua](https://img.takahiromitsui.com/vol-10/takahiro-mitsui-gallery-vol-10-13-2400.jpg)

![Piccole increspature sull’acqua, che riflettono una luce azzurra](https://img.takahiromitsui.com/vol-10/takahiro-mitsui-gallery-vol-10-14-2400.jpg)

![Ciottoli rotondi che coprono il fondo dell’acqua](https://img.takahiromitsui.com/vol-10/takahiro-mitsui-gallery-vol-10-15-2400.jpg)
